Flavio Pirini

Andate a vedere gli spettacoli dal vivo. Uno show visto senza il filtro di un video o una registrazione è ancora l’esperienza più coinvolgente. È la differenza che sta tra guardare le cose e viverle.

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Che cosa volevi essere quando eri un ragazzino?
La risposta giusta e anche un po’ ovvia, è che volevo fare il musicista. A voler essere sinceri fino in fondo però da ragazzino volevo solo scappare, fuggire dalla sensazione di avere un futuro che “la società” aveva già scritto per me e per tutti. In qualche modo quindi, la scelta di fare il mio mestiere  è stato come mettere insieme la passione per la musica e il mito del viaggio avventuroso.

Cosa ti piace della tua personalità?
Poco. Sono più incline a concentrarmi sui difetti o sugli aspetti irrisolti del mio carattere. I pregi, quelli che penso di avere, non so se si possano considerare tali, poiché non mi costano fatica, semplicemente sono così. Se devo riconoscermi un pregio credo sia quello di sforzarmi di essere migliore e questo sì, costa fatica.

La giornata di lavoro ideale sarebbe?
La giornata di lavoro ideale per me si sposta verso la notte, essendo un amante delle ore piccole. Senza entrare nello specifico del mio lavoro, credo che la giornata ideale, per l’attività di chiunque, sia quella in cui si prova la sensazione di non buttare il proprio tempo, la propria vita. La più grande condanna è svolgere un lavoro del quale non si percepisce il senso o l’utilità, lontano dalle nostre passioni o aspirazioni, motivati solo dal compenso in denaro. Certo, a meno che il denaro sia tanto nel qual caso la faccenda cambia, ma questa è una battuta.

Qual è stato il momento più felice della tua vita?
Preferisco non raccontare episodi personali, ma posso dire che i momenti più felici credo siano quelli in cui ci si sente liberi, dove per liberi intendo l’essere scevri dalle pressioni che la nostra cultura, l’educazione, i rapporti personali e sociali ci impongono. Non intendo dire che la libertà sia la possibilità di ignorare gli altri, ma quella di essere, senza paure o frustrazioni.

Il tuo posto preferito a Milano?
Non ho un vero posto preferito. Dal punto di vista estetico amo la Milano storica e disdegno la metropoli dei grattacieli e del cemento che si allarga senza limiti nelle periferie e nei paesi limitrofi e che trovo triste e inutile. Poi amo la città della gente che si muove in spazi poco conosciuti, lontani dal vetusto mito della “Milano da bere” e che spesso sono i più interessanti, culturalmente e umanamente.

Se tu avessi il potere per un giorno cosa cambieresti a Milano?
Avere il potere può rivelarsi una grande delusione. Gestire la cosa pubblica è molto più difficile di quanto si usi dire chiacchierando al bar. Per farlo servono persone tenaci e con grande senso civico, che in questo paese finiscono per essere logorate dalle infinite mediazioni e interessi privati.Io credo durerei tre giorni, per cui non mi voglio addentrare in argomenti che richiederebbero approfondimenti seri. Comunque per stare al gioco, vorrei dare soddisfazione ad una mia piccola ossessione. Se comandassi per un giorno rimuoverei tutta la pubblicità cartellonistica. Non ho mai accettato che la pubblicità usi la città a proprio piacimento, riempiendo ogni spazio visibile ai lati delle strade, sui palazzi, sui pali della luce, sui mezzi di trasporto, perfino sui monumenti, senza scrupolo alcuno. Sembra una cosa secondaria, ma secondo me la dice lunga sul potere del “soldo” in Italia.

Flavo Pirini. E’ un cantautore. Sembra strano ma ne esistono ancora. Ostinati continuano a produrre canzoni che sembrano poesie e viceversa. www.flaviopirini.it

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