Marta Lock

Sono molto indipendente, forte, determinata, equilibrata, gentile e sincera ma anche sensibile, insofferente ai modi aggressivi o offensivi, mi destabilizzo quando le situazioni sfuggono al mio controllo ma al tempo stesso riesco subito dopo a trovare un piano B,

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credits Massimo de Ceglie

Cosa volevi fare nella vita quando eri piccola?

Da piccola volevo diventare una ballerina, infatti ho iniziato a studiare danza classica all’età di quattro anni e mezzo: mi piaceva indossare il tutù e le scarpette e soprattutto farmi fare i codini da mia madre. Ovviamente per diventarlo a livello professionistico avrei dovuto spostarmi di città poiché a Terni, il luogo in cui sono nata e cresciuta, non c’erano accademie qualificate a formare talenti e di portarmi a Roma ai miei non sarebbe neanche venuto in mente, men che meno a me troppo piccolina per immaginare un mondo fuori dalla mia città. Pur continuando a studiare danza praticamente fino all’età adulta, avevo quindi accantonato il sogno che potesse diventare la mia professione e ho iniziato a sentire l’attrazione verso i viaggi: è stata quella la fase in cui ero fortemente determinata a diventare una hostess. Anche in quel caso però il sogno si è bruscamente interrotto dal momento che all’epoca c’era un limite minimo di altezza per accedere alle selezioni, mi sembra dal metro e settanta in su, vetta alla quale non sarei mai riuscita ad arrivare essendo alta un metro e sessanta. Poi volevo fare la cantante, l’architetto d’interni, e una miriade di altri lavori che non ricordo neanche più! In tutto questo andirivieni di ipotetiche professioni, so che ti sembrerà strano, l’unica cosa alla quale non avevo mai pensato, né previsto di poter essere è proprio ciò che sono oggi: una scrittrice.

Cosa ti piace del tuo carattere?

Ho un carattere molto particolare, come credo tutti gli artisti. Sono molto indipendente, forte, determinata, equilibrata, gentile e sincera ma anche sensibile, insofferente ai modi aggressivi o offensivi, mi destabilizzo quando le situazioni sfuggono al mio controllo ma al tempo stesso riesco subito dopo a trovare un piano B, non tollero limitazioni alla mia libertà di pensiero e d’azione arrivando persino a fuggire se qualcuno mi fa sentire in trappola ma al tempo stesso desiderosa di incontrare qualcuno che sappia tenermi ferma senza quasi che io me ne accorga. Il mio carattere presenta dei lati molto contraddittori ma forse è proprio questo aspetto tanto sfaccettato a piacermi di più perché mi permette di scoprirmi e conoscere cose nuove di me stessa ogni giorno, mettendomi continuamente in discussione.

La tua giornata lavorativa ideale sarebbe?

Ho la fortuna di fare il lavoro che amo e che mi permette di gestirmi il mio tempo come desidero perciò posso raccontarti la mia giornata tipo: appena sveglia mi metto subito a scrivere perché normalmente quando sono presa dalla stesura di un romanzo sogno i miei personaggi e le cose che faranno perciò devo subito mettere su carta ciò che l’immaginazione mi ha suggerito durante la notte. Più o meno dedico alla scrittura solo un paio d’ore perché le emozioni che libero sono talmente intense da provocare un vero e proprio sforzo interiore e mentale. Poi mi metto in contatto con il mondo esterno e mi dedico alle telefonate per organizzare varie presentazioni o eventi ai quali sono invitata, per le pubbliche relazioni o altre cose di tipo pratico coordinandomi con la mia press agent, dopodiché mi dedico all’attività fisica, fondamentale per attivare il processo creativo, almeno per me è così: impegnando il fisico si attiva la mente. Dopo pranzo invece mi dedico al contatto con i fan e alla scrittura del mio aforisma quotidiano, il Pensiero della sera, che pubblico sia sul mio profilo Facebook che sul mio sito www.martalock.net e che normalmente porta i miei lettori a riflessioni e commenti che leggo e ai quali rispondo con gioia.

Quando sei stata più felice nella vita era…?

Io sono una persona felice, una di quelle che sa sempre vedere il bicchiere mezzo pieno, anche nei momenti di difficoltà, certo, momenti di sconforto capitano anche a me altrimenti non sarei umana però passano subito e lasciano spazio al positivo e al sorriso. Questo per dirti che guardandomi indietro di momenti felici ne ho vissuti moltissimi ma da quando ho iniziato a scrivere, più o meno cinque anni fa, ho sentito che la lunga ricerca che aveva contrassegnato la mia esistenza, come se avessi bisogno di trovare il mio canale, la mia strada, era finalmente finita, mi sentivo appagata. Ecco da quel momento in poi la mia identità era stata scoperta e la serenità, il senso di realizzazione che ne è derivato e che continua a confermarsi giorno dopo giorno ancora oggi a distanza di cinque anni, mi hanno fatto raggiungere un livello di felicità più alto, di quella che non ti rende inquieta perché devi esplorare e ricercare, che a suo modo comunque ti regala pienezza se presa in modo positivo, bensì quella felicità che ti fa sentire di essere arrivata dove volevi senza sapere di volerlo. Perciò mentre prima ero una ragazza felice, un’esploratrice del mondo e delle emozioni, ora sono una donna felice, molto più equilibrata, tranquilla, serena e tutte le emozioni immagazzinate in precedenza riesco a tirarle fuori una a una non più con impazienza o rabbia o in modo impattante, semplicemente raccontandole, spiegandole, esponendole con il sorriso di chi ha compreso che è molto meglio accettarsi che difendersi.

Il posto che ti mancherebbe di più se dovessi lasciare Milano?

Ho sempre avuto la singolare capacità di cambiare città, casa, quartiere, senza guardarmi indietro né sentire nostalgia per ciò che lasciavo, quasi come un gatto randagio. A Milano ho scelto di fermarmi perché ho scoperto, nel tempo, di avere bisogno di spazi grandi e, soprattutto, di essere un animale da città: ho bisogno di vedere palazzi, strade, traffico. Nei luoghi isolati, nelle campagne, mi viene ansia, non sopporto il pensiero di trovarmi in difficoltà e non sapere a chi chiedere aiuto…non potrei mai vivere in una villa lontana da un centro abitato, ne sarei terrorizzata. Quindi di Milano mi mancherebbe la città che è, anche se la decisione di lasciarla mi porterebbe portare solo in un’altra grande città – Parigi, New York, Miami – perciò la nostalgia durerebbe solo per il momento del distacco e subito dopo si trasformerebbe in entusiasmo per la scoperta del nuovo e in curiosità per la nuova vita tutta da scrivere.

Se avessi il potere per un giorno cosa cambieresti a Milano?

Sicuramente la farei diventare una città più vivibile dove la percezione di sicurezza dei cittadini fosse notevolmente più alta di come è adesso e, soprattutto, una città dove le donne potessero sentirsi sicure di andare in giro anche la notte senza doversi guardare continuamente le spalle e senza la paura di non sapere se riusciranno a fare rientro a casa. La farei tornare indietro agli anni Ottanta, alla Milano da bere, quando le persone erano più serene, meno arrabbiate, meno prepotenti, quando il rispetto per gli altri non era andato perduto e se saliva un anziano su un autobus chi era più giovane si alzava per cedere il posto, quando se si urtava una persona scendendo le scale della metropolitana si chiedeva scusa, quando alle donne veniva ceduto il passo e aperta la portiera dell’auto, quando si era ancora capaci di chiedere le cose per favore senza pretenderle. Quando la vita era più bella perché le persone avevano molti più valori.

Marta Lock. Scrittrice. Giornalista. Nel mese di aprile 2014 uscirà il suo quarto romanzo Miami Diaries.

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